Una scure normativa sta per abbattersi sul Made in Italy. Dal 18 settembre 2026, l’entrata in piena operatività dell’Executive Order 14411 (“Strengthening Customs Enforcement”) rivoluzionerà le regole dell’Importer of Record (IOR), introducendo restrizioni severissime, requisiti patrimoniali stringenti e pesanti divieti operativi per le imprese estere.
Il pericolo maggiore riguarda le aziende che utilizzano la formula del Foreign IOR e vendono con resa DDP (Delivered Duty Paid). Senza una presenza diretta negli Stati Uniti, i flussi logistici, la tenuta dei contratti e i costi doganali rischiano di paralizzare l’intero canale di vendita.
«L’era del DDP ‘facile’ e delle scorciatoie doganali è finita», avverte Lucio Miranda, presidente di ExportUSA. «Chi pensa di continuare a servire il mercato americano spedendo dall’Italia, come se nulla fosse, andrà incontro al blocco delle merci. Senza una filiale locale e una struttura societaria idonea negli USA, dal 18 settembre esportare diventerà un azzardo finanziario».
Le nuove disposizioni impongono una revisione immediata dei contratti commerciali e della supply chain per tutte le imprese italiane per cui il mercato americano è strategico.
L’articolo Export USA, dal 18 settembre export a rischio senza una filiale americana proviene da IlNewyorkese.





