Per oltre un decennio, una serie di omicidi irrisolti scoperti lungo la costa meridionale di Long Island aveva alimentato uno dei casi più discussi della cronaca statunitense recente. Le indagini, avviate nel 2010 dopo il ritrovamento di quattro corpi nei pressi della Ocean Parkway, avevano portato gli investigatori a ipotizzare fin da subito l’azione di un unico responsabile, identificato dai media come il “serial killer di Gilgo Beach”. Il caso è rimasto a lungo senza una svolta.
Mercoledì, il 62enne Rex Heuermann, architetto newyorkese con studio a Manhattan e residente a Massapequa Park, si è dichiarato colpevole dell’uccisione di sette donne tra il 1993 e il 2010, confessando inoltre un ottavo omicidio per cui non era stato formalmente accusato. La procura ha chiesto più ergastoli; la sentenza è prevista per giugno. L’arresto di Heuermann, avvenuto nel luglio 2023, era stato reso possibile da una riapertura sistematica delle indagini da parte della task force della contea di Suffolk, che aveva utilizzato nuove tecniche di analisi del DNA, dati telefonici storici e una ricostruzione dettagliata degli spostamenti del sospettato.
Le vittime identificate nel procedimento includono Melissa Barthelemy (24 anni), Megan Waterman (22), Amber Costello (27) e Maureen Brainard-Barnes (25), i cui corpi furono trovati nel 2010. A queste si aggiungono Jessica Taylor (20), scomparsa nel 2003, Valerie Mack (24), scomparsa nel 2000, e Sandra Costilla (28), uccisa nel 1993 e ritrovata a Southampton. Heuermann ha inoltre confessato l’omicidio di Karen Vergata (34), scomparsa nel 1996. In molti casi, le vittime lavoravano come escort e utilizzavano piattaforme online per incontrare clienti. Le famiglie delle vittime hanno sempre sostenuto che, a causa del lavoro delle stesse vittime, le autorità non avrebbero posto la massima attenzione al caso.
Durante l’udienza, Heuermann ha descritto la modalità con cui si avvicinava alle vittime: contattava le stesse come clienti, le uccideva per strangolamento e ne occultava i corpi in sacchi di iuta lungo tratti isolati della costa di Long Island. Come parte dell’accordo con la procura, ha accettato di collaborare con l’FBI per contribuire a chiarire eventuali collegamenti con altri casi rimasti aperti nella stessa area. La vicenda è stata recentemente ripresa nel documentario del 2025 “Gone Girls: il serial killer di Long Island”, che ha ricostruito le fasi delle indagini e le criticità emerse nel rapporto tra le forze dell’ordine e le famiglie delle vittime.
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