Festa della Donna, il coraggio e l’empowerment femminile nel film La Lezione

La Lezione ci offre, ancor più nel giorno della Festa della Donna, l’occasione di riflettere su un fenomeno pericoloso, spesso sottovalutato e purtroppo ancora molto frequente: l’abuso psicologico, lo stalking.

Il film però va oltre questo, mostrando come la consapevolezza e il coraggio possano trasformare la vulnerabilità in forza. Proprio a questo proposito, Laura Mirabella di Vision Distribution, nel corso della conferenza stampa di presentazione del film a Roma, ha sottolineato che il film non racconta solo la violenza, ma il percorso di consapevolezza e di azione. «È importante mostrare alle giovani donne che esiste la possibilità di reagire, di riaffermare il proprio ruolo e le proprie capacità». Il cuore del film, infatti, è proprio l’empowerment della protagonista: «La vediamo come una storia di empowerment femminile. Questa donna così indipendente e forte, come tutti, ha le sue fragilità e può cadere nella trappola di un manipolatore. Ma reagisce, vuole trovare la sua verità e fa tutto da sola». Ha aggiunto.

Il regista Stefano Mordini ha spiegato come il film sia nato dal romanzo di Marco Franzoso e dall’invito del produttore Roberto Sessa: «Il libro affrontava stalking, abuso emotivo e manipolazione nel modo giusto. La sfida era portarlo al cinema, trovare una sintesi visiva e narrativa che rispettasse questa complessità».

Per Mordini, il film è un lavoro di precisione su ogni dettaglio: la collocazione della città, la scelta delle case del Carso sopra Trieste, il vento come elemento di disturbo, persino il suono. «Ogni segnale, anche piccolo, diventa un indizio, un richiamo. Tutto contribuisce a raccontare la tensione interna della protagonista e la sua capacità di affrontarla».

Il regista ha anche studiato a fondo i meccanismi dello stalker, partendo dal modello di Finch (2001), in cui la soddisfazione dell’abusante culmina nel riconoscimento da parte della vittima. «Lo stalker si nasconde, ma il suo obiettivo finale è essere riconosciuto. È un gioco di potere che la protagonista deve imparare a decodificare», ha spiegato Mordini.

Mirabella è tornata poi su quanto sia potente il messaggio del film: la protagonista non resta prigioniera della paura o del dubbio, ma decide di prendere in mano la propria vita. «Non siamo ancora arrivate dove dovremmo arrivare, ma il film mostra che le donne possono trovare le risorse per affrontare situazioni complesse, riaffermando coraggio e autodeterminazione».

Grazie alla forza degli interpreti Matilda De Angelis e Stefano Accorsi, il film riesce a costruire tensione senza ricorrere alla violenza esplicita, concentrandosi sulla psicologia e sulla resilienza della protagonista. «Costruire tensione senza far succedere nulla non è semplice – dice Mirabella – ma il film lo fa con grande efficacia».

Uscito in prossimità dell’8 marzo, La Lezione diventa così un’occasione per riflettere non solo sulla violenza invisibile che molte donne subiscono, ma soprattutto sulla forza necessaria per reagire e riaffermare se stesse. Un invito a riconoscere il coraggio femminile in tutte le sue forme.

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