Cinque giorni fa, quando avevamo raccontato il focolaio di legionellosi nell’Upper East Side, il bilancio era di 63 casi, dodici persone ancora ricoverate e nessun morto. Da allora tre persone sono morte e il numero dei casi confermati è salito a 74. Secondo i dati aggiornati alla sera del 19 luglio, otto persone sono ancora in ospedale, 51 sono state dimesse e dodici non hanno avuto bisogno del ricovero. Il bilancio è ancora provvisorio e può essere aggiornato.
Il dipartimento della Salute di New York ha comunicato i tre decessi, uno al giorno, tra venerdì 17 e domenica 19 luglio, senza diffondere nomi o informazioni cliniche. Secondo Ronald Katter, l’avvocato della famiglia della seconda vittima, si trattava di un uomo di 88 anni, ex imprenditore e veterano dell’Air Force. Era stato ricoverato il 2 luglio, dopo che la moglie lo aveva trovato in casa con una febbre di circa 40 °C.
I decessi sono stati annunciati proprio mentre le nuove diagnosi rallentavano nettamente. Tra il 2 e l’8 luglio il dipartimento aveva confermato in media più di otto casi al giorno; tra il 10 e il 17 luglio la media è scesa sotto un caso al giorno. Le persone inserite più di recente nel conteggio avevano cominciato a stare male oltre una settimana prima. Domenica il commissario alla Salute Alister Martin ha detto che da più di sette giorni non è stato individuato nessuno con sintomi appena comparsi e che i dati dei pronto soccorso non mostrano aumenti sospetti. Secondo il dipartimento, questi dati indicano che la fonte dell’esposizione è stata probabilmente eliminata.
La differenza tra la data dei sintomi e quella della diagnosi è importante per leggere il bilancio. La legionellosi può manifestarsi da due a quattordici giorni dopo l’esposizione e la conferma del caso arriva ancora più tardi. Il totale può quindi aumentare anche quando la dispersione dei batteri nell’aria è già terminata. È su questa cronologia e sui dati dei pronto soccorso che il dipartimento basa la propria valutazione.
L’intervento si è concentrato sulle torri di raffreddamento, gli impianti collocati sui tetti di molti grandi edifici che ricircolano acqua per disperdere il calore e rilasciano all’esterno piccole gocce. La città ne ha campionate 183 nei tre codici postali coinvolti, 10028, 10075 e 10128. In 76 edifici almeno un impianto ha dato un primo risultato positivo alla PCR ed è stato svuotato, pulito e disinfettato; tutti i proprietari avevano comunicato il completamento dei lavori entro il 16 luglio. È la prima volta che New York ordina una bonifica completa sulla base del solo test preliminare, senza attendere i risultati delle colture. In precedenza veniva generalmente richiesto soltanto un aumento dei disinfettanti durante l’attesa.
Questi test non hanno ancora indicato quale impianto abbia causato il focolaio. La PCR rileva materiale genetico della Legionella anche quando il batterio è morto e non può più provocare infezioni. Il laboratorio sta eseguendo colture sui campioni di tutte le 183 torri per verificare dove fossero presenti batteri vivi; un eventuale collegamento con i pazienti richiederà poi il confronto con i campioni clinici. La probabile fine dell’esposizione deriva dunque dalla mancata individuazione di persone che abbiano iniziato a stare male dopo la bonifica simultanea degli impianti. L’origine precisa del focolaio resta ancora da stabilire.
Il focolaio riguarda sistemi che rilasciano nebulizzazioni all’esterno, non le tubature degli edifici o i comuni condizionatori domestici. Nell’area interessata si possono continuare a bere l’acqua del rubinetto, fare la doccia, cucinare e usare l’aria condizionata. La malattia non passa da una persona all’altra: ci si ammala respirando goccioline d’acqua che contengono batteri vivi. Il rischio è maggiore per chi ha più di 50 anni, fuma o svapa, ha malattie croniche oppure un sistema immunitario indebolito.
L’indagine proseguirà con le colture e con le ispezioni degli impianti risultati positivi al primo test. Il dipartimento dovrà anche verificare se i proprietari abbiano rispettato le norme sulla manutenzione, che da maggio impongono un controllo della Legionella ogni 31 giorni durante il periodo di attività delle torri. La presidente del Consiglio comunale Julie Menin ha annunciato un’audizione sulla gestione del focolaio e sull’applicazione di queste regole. Nel frattempo rimane valida l’indicazione per chi ha frequentato la zona dalla fine di giugno: febbre, tosse o difficoltà respiratorie vanno segnalate subito a un medico, soprattutto per le persone più esposte alle complicazioni.
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