Coterie New York: il made in Italy protagonista

Dal 24 al 26 febbraio il Made in Italy è stato protagonista a Manhattan. Al Jacob K. Javits Center si è svolta una nuova edizione di Coterie New York, il principale salone statunitense dedicato al womenswear contemporaneo, che quest’anno ha visto la più ampia partecipazione italiana mai organizzata dall’Agenzia ICE.

Per l’edizione 2026, ICE ha sponsorizzato oltre 81 marchi italiani di abbigliamento e accessori donna, segnando un incremento significativo rispetto alle 60 aziende presenti lo scorso anno. Un risultato che conferma la centralità strategica del mercato americano per il comparto moda italiano e l’impegno dell’agenzia governativa nel sostenere in modo strutturato le imprese, in particolare le piccole e medie.

A sottolineare l’importanza dell’appuntamento è stata la presenza del Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli, insediatosi da quasi due mesi.

«Siamo una squadra: il Consolato, l’Istituto Italiano di Cultura, l’ICE, ENIT, la Camera di Commercio, la Banca d’Italia. Tutte parti di un Sistema Italia che devono lavorare insieme per promuovere e raccontare l’Italia al pubblico americano. Ognuno di noi porta idee, professionalità, iniziative. Oggi siamo qui con ICE a Coterie», ha dichiarato Pastorelli.

Il Console ha evidenziato come la crescita numerica – da 60 a oltre 80 aziende – rappresenti «una grande opportunità per le piccole e medie imprese di presentarsi al mercato americano, conoscerlo o rafforzarsi». In Italia, ha ricordato, operano circa 4 milioni di PMI: «Le grandi aziende talvolta non hanno bisogno del sostegno pubblico, ma le piccole e medie sì. Qui entra in gioco il lavoro straordinario che sta facendo ICE».

Dei marchi presenti, 16 hanno partecipato per la prima volta a Coterie, distribuiti tra ready-to-wear donna, borse, calzature e gioielli moda. Accanto ai nomi consolidati, nuovi designer hanno portato in fiera collezioni pensate per intercettare un consumatore americano sempre più attento alla qualità manifatturiera e all’identità dei brand.

«Edizione 2026 di Coterie, nuovo padiglione, 81 aziende italiane, 20 in più della scorsa edizione, con una grande voglia di conquistare il consumatore americano», ha sottolineato Erica Di Giovancarlo, Trade Commissioner e Executive Director per gli Stati Uniti di ICE. «Il mercato americano è per l’Italia il più importante extraeuropeo. Le aziende partecipano con motivazione, nonostante le difficoltà e un contesto di incertezza legato anche alla questione dei dazi».

Un clima che non ha frenato l’entusiasmo: «Sono alla mia terza Coterie e quest’anno vedo un’energia diversa: varietà di prodotti, determinazione, entusiasmo. Il 2025 ha presentato sfide, ma le aziende le hanno affrontate con grande capacità. La presenza di 81 marchi dimostra quanto credano nelle prospettive di questo mercato».

Pastorelli, forte di precedenti esperienze a Boston e Toronto, ha insistito sul valore della collaborazione tra istituzioni: «Uniti si vince. A Toronto ho visto cosa significa fare sistema. Qui a New York il modello è ancora più grande, più veloce, ma lavorando insieme si può fare la differenza in una vetrina globale dove tutti vogliono essere presenti». Il Console ha anche ampliato lo sguardo oltre la moda: «Qui a Coterie abbiamo esposto la moda femminile, di cui l’Italia è una voce importante. Ma dobbiamo far conoscere anche altri aspetti del Paese: la meccanica, lo spazio, la farmaceutica, driver fondamentali del nostro export. La sfida è più America e più Italia insieme».

Nel fitto calendario della manifestazione, ICE ha organizzato uno shooting fotografico in loco con tutti gli 81 brand, affidato alla fotografa di moda Samantha Rapp: modelli editoriali e da passerella hanno interpretato i look completi dei designer italiani, offrendo ai retailer una visione dinamica delle collezioni, oltre la staticità dello stand.

La lounge centrale, allestita in stile chalet alpino in omaggio ai contemporanei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, ha accolto buyer e operatori con degustazioni e momenti di networking. Presenti anche influencer e content creator, tra cui Steve Gonzalez, insieme ai media partner moda dell’organizzazione, coinvolti in sessioni editoriali dedicate ai nuovi brand.

Gli Stati Uniti restano il principale mercato extra-UE per il Made in Italy nella moda. Il comparto rappresenta il terzo settore manifatturiero italiano per dimensioni, con circa 45.000 imprese e 393.000 addetti.

Nei primi undici mesi del 2025, il valore complessivo delle importazioni statunitensi di moda e accessori dall’Italia è cresciuto del 2,47% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una quota di mercato del 3,81%. Nel segmento abbigliamento e accessori donna la crescita è stata intorno al 2%, con una quota del 2,77%. Tuttavia, l’Italia è scesa dal settimo al nono posto tra i fornitori globali degli Stati Uniti nel settore, segnale di una competizione internazionale sempre più serrata.

In questo scenario, la presenza compatta a Coterie assume un significato che va oltre la singola fiera. È un messaggio di continuità e fiducia verso un mercato complesso ma imprescindibile.

«C’è tanta domanda di Italia – ha concluso Pastorelli – e noi dobbiamo essere in grado di rispondere con un’offerta di qualità. Mai da soli, sempre insieme».

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